ORATORIO DI SAN FRANCESCO

 

Edificato intorno alla metà del 1500, l’Oratorio fu affidato a partire dal 1615 alla Confraternita di San Carlo Borromeo, detta dei Disciplinati, che vestivano una cappa di sacco color bianco. Nell’Ottocento era chiamato Oratorio di San Biagio perché nel 1814 vi si insediò la Confraternita di San Biagio, i cui appartenenti indossavano la cappa rossa. Aveva tre altari funzionanti: il Maggiore, quello del Santissimo Crocifisso e quello delle Sante Lucia e Rosalia. L’Oratorio godeva della rendita stabilita da alcuni legati di persone e famiglie facoltose, quali i Garino e i Cattaneo. Caduto in disuso nel secondo dopoguerra, venne riaperto al culto nel 1960 a cura dell’Opera Pia Don Orione, ma continuò ad essere trascurato ed infine abbandonato. San Francesco tornò a nuova vita nel 1985, quando, in occasione del 25° anno di fondazione della loro Società Piberplast, i fratelli Pier Angelo, Gian Luigi e Giulio Bergaglio, fecero restaurare la chiesa, per affermare il legame di fedeltà al paese natale, in cui avevano iniziato la loro carriera di imprenditori nel settore industriale delle materie plastiche. La progettazione fu affidata all’ing. Corti di Voghera, la realizzazione all’impresa edile del geometra pontecuronese Egidio De Maestri. L’Oratorio restaurato fu riaperto nel 1993.

La facciata neoclassica della chiesa è abbellita da lesene che fiancheggiano il portale d’accesso risalente al 1600. L’impronta barocca dell’edificio si riscontra nei motivi ornamentali della torre campanaria in mattoni a vista e in alcuni elementi decorativi presenti all’interno dell’unica navata. Nell’abside, configurata dal pregevole coro ligneo in noce a 18 stalli, domina l’affresco di Gian Mauro della Rovere detto il Fiamminghino, risalente al 1610-1615.

Oggi la chiesa di San Francesco è adibita sia al culto, sia all’ospitalità di eventi artistici e culturali.

Marialuisa Ricotti

 

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