PALAZZO BERTARELLI

 

Il palazzo lega il suo nome alla figura del Senatore Pietro Bertarelli e di sua moglie Elena Galliani, detta Nelly. L’entrata principale si trova sulla via Emilia ( già via Maestra) ai n. civici 59 e 61, quella secondaria sulla via denominata appunto “Bertarelli Galliani” (un tempo via dell’Ospedale vecchio). La facoltosa famiglia Bertarelli, fra il 700 e l’800, ha dato a Pontecurone due Sindaci (l’Avv. Giovanni e il comm. Luigi,che fu l’impresario costruttore del Teatro civico di Tortona), un Arciprete (Don Giuseppe Maria) e un Canonico (Don Francesco Maria). Il Palazzo fu venduto all’Avv. Francesco Bertarelli, padre del Senatore Pietro, dalla famiglia Rattazzi, che possedeva terreni e cascine in territorio pontecuronese. La mamma del famoso Ministro Urbano Rattazzi (Isabella Bocca) e la mamma di Pietro Bertarelli (Francesca Bocca) erano cugine. Sia i Rattazzi che i Bertarelli nell’800 abitarono nella villa di Pontecurone non stabilmente, ma soltanto per lunghi periodi di vacanza o per brevi soste durante i viaggi. Amavano l’aria salubre del paese e intrattenevano cordiali rapporti sia con i fittavoli delle loro terre, sia con la gente semplice del luogo. Fu soprattutto il Senatore Pietro a considerare il palazzo di Pontecurone la sua vera “casa”. Benché per la sua attività amministrativa e politica risiedesse per lunghi periodi a Roma in via Nazionale n.82 ed avesse una dimora anche a Torino in via Berthollet n. 24, appena poteva tornava a Pontecurone, affezionatissimo alla casa di famiglia e alla sua “piccola vigna”. L’amore di Pietro Bertarelli per questo palazzo fu così grande, che, non avendo avuto figli, con testamento olografo del 2 giugno 1921 (Notaio Dott. Enrico Masi, Roma), istituì come suo erede universale un giovane magistrato, giudice presso il tribunale di Milano, il conte Paolo Alberto Joannini di S. Michele Ceva, pregandolo di sposarsi e di costituire al più presto una famiglia, per poter dare continuità alla proprietà della casa di Pontecurone e alle virtù della sua famiglia che si stava estinguendo. Inoltre, con tono accorato, nel testamento invitava l’erede designato a considerare la possibilità di aggiungere legalmente al suo cognome quello di “Bertarelli”. Il Senatore Pietro morì il 14 marzo 1922 , a 76 anni compiuti . Il conte Joannini, designato suo erede universale, sorprendentemente non accettò la cospicua eredità, per cui, seguendo le ulteriori disposizioni testamentarie, tutti i beni del Senatore passarono alla sua “diletta moglie” Elena Galliani, la quale si spense il 4 dicembre 1929 lasciando in dono il Palazzo di famiglia all’ Opera Nazionale Maternità e Infanzia, affinché nell’edificio fosse aperto un Asilo Infantile. Dal 1972 adiacente al Palazzo si trova la “casa natale” di San Luigi Orione, una costruzione ispirata al rustico, crollato nel 1903, in cui il Santo era nato il 23 giugno 1872.

Marialuisa Ricotti

 

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